Effetti molto speciali

Scenari –

L’olografia è pronta a uscire dalle applicazioni di nicchia per trasformare il settore del tempo libero e della comunicazioni visiva. Tra i pionieri del settore, l’italiana HPC punta sulle soluzioni interattive

La tecnologia e la relativa spinta all'innovazione rischiano di restare puri esercizi di stile se non accompagnate da concrete prospettive di tradurre in guadagni le possibili applicazioni. Nonostante siano disponibili da qualche tempo, queste possono essere le ragioni che ancora oggi frenano una larga diffusione sul mercato delle soluzioni per la rappresentazione in 3D di immagini e filmati.
Da qualche mese a questa parte però, la situazione sembra destinata a sbloccarsi, anche grazie a una serie di proposte provenienti dal mondo dell'olografia. Le applicazioni fino a poco tempo fa limitate a sporadiche comparse essenzialmente nel settore del tempo libero, cinema prima di tutto, oggi sono pronte a imprimere una svolta al mercato.
Tra i più convinti sostenitori di questa opportunità rientra HPC, come racconta Romi Fuke, Direttore Generale di Tonino Lamborghini Digitalil, marchio per il quale la società di Erba, in provincia di Lecco, ha di recente concluso un contratto di licenza.

Signor Fuke, ci riassume i passaggi principali nella storia di HPC?
“L'azienda nasce nel 2004 in ambito IT, quindi come fornitore di pc, attraverso la distribuzione in Italia del marchio Hyundai. Da circa un anno a questa parte abbiamo intrapreso una strategia diversificata, con nuova business unit dedicata maggiormente al mondo professionale. Questa è nata anche in concomitanza con la firma contratto di licenza per il marchio Tonino Lamborghini Digital. Una scelta dettata anche dalla ricerca di incremento nel volume del fatturato e di marginalità”.

Di cosa si occupa HPC nel complesso?
“Siamo un'azienda relativamente giovane e piccola anche come organizzazione. In totale, una decina di dipendenti e circa venti account territoriali. I prodotti fino a oggi più commercializzati restano i pc, attraverso un canale di distribuzione indiretta. Parliamo di 16mila pezzi all'anno, con un grande incremento di notebook e netbook a partire dal 2009”.

Come siete arrivati al mondo dell'olografia?
“Nell'ambito di un'offerta particolarmente ricca e variegata a livello professionale, proponiamo schermi olografici, strutture olografiche, player multiplexer per la distribuzione di video informativi, videoproiettori, e altro ancora. Ci ha interessato anche la possibilità di affrontare meglio un momento di crisi che colpisce soprattutto il mercato IT, sfruttando la propulsione di marchi e prodotti nuovi”.

Cosa propone attualmente l'olografia?

“È una tecnologia innovativa sia come materiali sia come soluzioni, anche se l'idea esiste da qualche anno. L'olografia si basa sulla riproduzione di immagini emessa da un proiettore o altra fonte luminosa, proiettata su una pellicola particolare, nel nostro caso materiale di produzione giapponese”.

In cosa consiste la particolarità di questa pellicola?

“È realizzata con un polimero contenente microcristalli con capacità di riflettere la luce amplificando contrasto e luminosità. Queste pellicole sono presenti in diverse tipologie: prima di tutto trasparente per la riproduzione con effetto olografico applicato su plexiglas o metacrilicato capace di rendere l'effetto dell'immagine sospesa nel vuoto, se viene proiettata su fondo nero. Inoltre, c'è la pellicola da alta definizione che risulta opaca, quasi grigia. Infine, quella nera permette la riproduzione bifacciale visibile da entrambi i lati. Si differenzia dalle prime due perché è destinata esclusivamente alla retroproiezione”.

Come le utilizzate nella pratica?

“Abbiamo realizzato una serie di applicazioni, per esempio finalizzate alla creazione di schermi con effetto specchio. Normalmente appaiono normali specchi, ma quando sono investiti dall'immagine diventano a tutti gli effetti dei veri e propri display. Quindi, possono diventare elementi di arredo o ispirare a loro volta particolari soluzioni per negozi di moda. Ma la novità secondo me più interessanti sono le possibilità che si aprono in prospettiva. Le pellicole possono essere montate su vetrine o supporti già esistenti. In questo modo, una vetrina può trasformarsi in uno schermo a fini pubblicitari o promozionali con costi relativamente contenuti”.

Guardando oltre, quali altri ambiti avete inquadrato?

“Altri tipi di applicazioni possono essere costruite abbinando la pellicola olografica a lastre interattive. Cioè, si tratta sempre di pellicole adesive da applicare sopra lo schermo olografico, così da rendere la vetrina o lo schermo elementi touchscreen. La combinazione di queste due cose ci permette di crare applicazioni interattive. Quindi, la vetrina non più fruibile solo per il lancio pubblicitario, ma vero e proprio strumento di interazione”.

Avete già studiato possibili applicazioni?

“Per esempio, un'agenzia di lavoro interinale o una immobiliare, quelle abituate a mettere in vetrina annunci e offerte. Attraverso un software e le immagini proiettate direttamente sulla vetrina, si dà modo all'utente di avvicinarsi dall'esterno e interagire con la parete espositiva per ottenere le informazioni”.

Cosa richiede dal punto di vista della strumentazione una soluzione di questo tipo?

“A parte l'hardware, noi ci impegniamo a fornire le soluzioni software pensate per le singole attività. Oltre alle vetrine infatti, penso anche ad aeroporti e zone di grande passaggio in genere, come stazioni e banche, ma possono essere le più disparate”.

Rispetto a una soluzione tradizionale in ambito multimediale, qual è il rapporto di spesa?

“Con l'olografia c'è anche un importante vantaggio economico, dovuto al fatto che la tecnologia attualmente utilizza schermi Lcd economici fino ai tagli commerciali dei 42”, mentre quando si intende passare a misure superiori, anche fino a 100”, non solo sono difficili da trovare ma il prezzo cresce in modo esponenziale. Nel nostro caso invece, trattandosi di pellicole, il costo cresce in misura proporzionale con la diagonale. In pratica, avviene addirittura il contrario: aumentando la dimensione dello schermo il prezzo diventa più conveniente”.

Oltre alla pellicola, un altro componente fondamentale è il proiettore, come avviene la scelta?

“Non siamo vincolati a marchi particolari. Solitamente, proponiamo il proiettore che secondo noi risponde meglio alle esigenze dell'utente. Può dipendere anche dalla posizione dove viene utilizzato: interni o esterni, posizione al sole piuttosto che all'ombra o al coperto. Studiamo la tipologia di soluzione e ricaviamo le caratteristiche più adatte”.

Come si compone la soluzione completa?

“Con un software personalizzato e realizzato da noi sulla base delle specifiche, soprattutto per quanto riguarda la visualizzazione. Inoltre, quando si richiede l'alta definizione, anche la sorgente deve essere all'altezza come potenza di calcolo e di conseguenza il relativo PC deve avere caratteristiche multimediali particolari”.

Dove pensate di estendere il raggio d'azione dell'olografia?

“Le soluzioni PC, proiettore, schermo possono diventare dei totem. Una struttura in plexiglas con all'interno un videoproiettore capace di visualizzare immagini a una distanza minima, uno schermo olografico e un PC compatto di ultima generazione, il tutto integrato in strutture auto installabili. Di fatto, soluzioni all in one facilmente utilizzabili”.

A quali mercati pensate di rivolgervi oltre a quelli già citati?
“Possono essere i più disparati. Abbiamo già incontrato interesse da parte di aziende che producono arredamenti o accessori. Le nostre soluzioni possono essere installate in arredamenti di lusso, al posto dei televisori e realizzando apposite pareti mobili in vetro pronte e trasformarsi un schermi. Altre soluzioni le stiamo progettando in ambito navale, in questo caso mossi dalla necessità di avere prodotti leggeri. Molto interessanti sono anche le prospettive in ambito home entertainment: nei giochi, c'è sempre più la richiesta si schermi di grandi dimensioni e anche per questo l'olografia sta diventando interessante”.

Sarebbe anche l'ambito applicativo tra i più esigenti in assoluto in fatto di risorse informatiche, avete pensato a una configurazione specifica?

“Abbiamo in fase di lancio un nuovo pc progettato in collaborazione con Nvidia, uno dei maggiori produttori di schede grafiche, sfruttando alcune loro tecnologie per riprodurre immagini 3D attraverso un'evoluzione dei classici occhialini. Grazie a un proiettore da 120 Hz siamo in grado di riprodurre su schermo olografico anche immagini 3D”.

Potendo contare su una prospettiva di questo tipo, diventa però importante la disponibilità di giochi in grado di sfruttare adeguatamente la tecnologia. Com'è l'offerta attuale?
“L'aspetto cruciale della nostra soluzione è che diventa possibile visualizzare in 3D migliaia di giochi già in commercio, perché la doppia immagine è elaborata via software dal pc e riprodotta in modo sincronizzato attraverso occhiali che aprono e chiudono in modo alternato le lenti alla frequenza di 120Hz”.

Alla fine di tutto, probabilmente i possibili clienti sono interessati a sapere quanto può costare una soluzione olografica…

“Per gli schermi olografici si parte da prezzi in linea con gli Lcd per dimensione fino a un massimo di 5.000 euro per uno schermo da tre metri per due. Per aggiungere le funzionalità touch, si arriva quasi a raddoppiare. A questo va aggiunto il videoproiettore, il cui costo dipende dall'ambito di applicazione e dal contesto più generale. Lo stesso discorso si applica al pc. In linea di massima, per una proiezione standard basta un pc da poche centinaia di euro. Nell'ambito dei prodotti Tonino Lamborghini Digital, si può restare tranquillamente sotto i tremila euro. Compresi eventualmente occhiali e apparato video con doppia scheda grafica”.

Quanti sistemi avete installato fino a questo momento?

“A tutt'oggi, vendiamo circa 50 pezzi al mese. E quasi sempre si tratta di schermi di grande dimensione. Ma è una realtà in crescita costante e per questo siamo anche impegnati nella ricerca dei necessari partner commerciali su tutto il territorio”.

Quali saranno i prossimi passaggi?
“Ci stiamo orientando a sviluppare ulteriormente l'ambito 3D. Esiste tutta una serie di prodotti evoluti lavorando su alta definizione e qualità di immagine, anche perché ci stiamo rendendo conto che è un tema molto attuale in cinematografia e anche sui Dvd. Dal punto di vista commerciale credo sarà il grosso mercato per i prossimi anni”.

Pubblica i tuoi commenti