Fantasie di cartone

Nuovi materiali –

Arredare strizzando l’occhio all’eco-sostenibilità non solo è possibile, garantisce anche risultati originali. Lo dimostra il progetto della regione Umbria al Vinitaly. Protagonisti Bent e Xanita

Tecnologie, inchiostri, materiali: aumenta in modo vertiginoso il numero di prodotti eco-sostenibili. È una buonissima notizia che diventa ottima grazie a Bent. L'azienda veneta aggiunge al mercato la classica ciliegina sulla torta dando un esempio concreto di quanto sia possibile già oggi realizzare grazie a un approccio eco-sostenibile.
Il protagonista è il cartone e i suoi nuovi usi creativi. Un protagonista capace di creare nuovi mercati, come l'eco-arredamento. Un settore dove architetti, interior designer, stampatori possono incontrarsi, collaborare e tuffarsi in nuovi business, come ha raccontato Marco Pigato, Direttore vendite di Bent, presentando il progetto legato allo stand della regione Umbria a Vinitaly 2009, realizzato da Orango Town, il laboratorio creativo di Alfiero Marangon.

Signor Pigato, come si è giunti a un progetto verde come quello presentato a Vinitaly?

“Bent è una società che si occupa di reperire e commercializzare prodotti per il mondo della visual communication e in particolare della stampa digitale. Tutti questi prodotti provengono originariamente dal petrolio, da questo materiale inquinante che poi viene lavorato e trasformato in materie plastiche e teli per la stampa. Sempre più spesso, però, ormai veniamo a contatto con richieste particolari che hanno come denominatore comune una parola: ecologia. Da qui il desiderio di presentare un'applicazione eco-sostenibile particolare e che trova il suo target nel mondo degli architetti e della visual communication, settori sempre più interconnessi”.

In che modo un approccio eco-sostenibile può rappresentare un'occasione di rinnovamento per il mercato?

“La crisi attuale ci deve insegnare molto. L'importante però non è chiedersi quando finirà la crisi, se domani o tra cinque anni. La questione fondamentale, semmai, è essere pronti per quando la crisi sarà terminata. Perciò, la domanda che ci dobbiamo fare oggi è: andando verso l'ecologia e operando in un periodo di crisi servono ancora gli espositori tradizionali? Su questo lato, oggi stiamo facendo dei passi avanti. A New York esistono già store interattivi che trasmettono la multisensorialità e dove viene superato il display fine a se stesso. Ad esempio, anziché la brochure con la descrizione di uno stereo, è offerta la possibilità di sedersi in un salotto dove è possibile vivere l'esperienza del suono. Il display, in quel caso, non è più un pezzo di filo di ferro, con un pezzo di cartoncino sopra. Questa evoluzione è fondamentale. Oggi, infatti, il 71% degli acquisti viene deciso davanti a un POP display, in maniera impulsiva e in base a quello che il cliente vede in quel momento. Quindi, se questo è vero, tutto deve essere rimesso in circolo nella nostra testa. Quindi abbiamo due esigenze: 'ambientare' il tutto e farlo con quello che oggi il mondo ci chiede, ovvero l'ecologia e l'eco-sostenibilità”.

Signor Marangon, avete collaborato al progetto eco-sostenibile per la regione Umbria. Come vi siete mossi?
“Il nostro laboratorio creativo Orango Town ha basato la sua struttura su questo tipo di domanda 'green'. Per la realizzazione del progetto per la regione Umbria a Vinitaly abbiamo collaborato con lo studio La Sterpaia di Oliviero Toscani e con l'architetto Pietro Carlo Pellegrini di Città Sottili. Quest'ultima è nata nel 2001 per promuovere l'uso originale del cartone. L'obiettivo era creare uno stand di 1.440 mq per Vinitaly, per presentare operatori e viticultori della regione Umbria. L'intenzione era creare uno stand coerente con i valori ecologici che voleva esprimere la regione Umbria, raccogliendo anche gli input architettonici del territorio, ad esempio i suoi numerosi monasteri.
Ci siamo perciò proposti di realizzare arredi prodotti con materiali interamente riciclabili. Da questo punto di vista cosa c'è di meglio della carta e del cartone per esprimere questo valore? L'input di partenza del progetto era che il prodotto sarebbe dovuto essere ecologico e dare la percezione dell'ecologico. Il cartone viene percepito dalle persone come materiale estremamente ecologico ed eco-compatibile, al tatto viene percepito come un supporto morbido e caldo, a differenza della plastica, del polistirolo e del metallo. Partendo dagli oggetti che dovevamo costruire siamo andati alla ricerca di materiali che garantissero tutte queste percezioni di ecologia. Da qui la scelta di Xanita, un prodotto interamente ecologico e che rispetta tutti gli standard ambientali dell'unione europea. È persino privo di colle sintetiche, dato che utilizza una colla completamente naturale, ricavata dalle alghe”.

Oltre all'aspetto ecologico e di arredamento, il materiale doveva garantire anche la solidità. Da questo punto di vista, quali qualità vi ha garantito Xanita?

“Le sedie, anche se realizzate in cartone, devono sostenere senz'altro le persone, così come i tavolini devono fare con le bottiglie. Xanita ci ha permesso di costruire un oggetto solido, facilmente lavorabile, tagliabile con fresa, laser, ma anche con delle semplici lame da falegname per mantenere l'aspetto grezzo del taglio, proprio come abbiamo scelto di fare noi.
Per quanto riguarda la portanza, il materiale è valutato in 68 tonnellate di portata al metro quadrato: occorrono 68 mila chilogrammi prima che venga schiacciato. Ci vorrebbero quasi 8 mila persone una sulle spalle dell'altra prima di poter schiacciare un metro quadro di questo materiale. Nell'insieme abbiamo realizzato 40 tavolini, 100 sgabelli e un totale di 60 banchi di misura diversa, con un totale di 400 etichette esposte. Desideriamo proprio sottolineare che tavoli e sedie sono stati realizzati solo con Xanita, senza l'ausilio e il sostegno di anime di ferro”.

Nella realizzazione concreta dello stand, quali vantaggi vi ha assicurato il materiale fornito da Bent?

“Entrando più nel merito della realizzazione, uno dei vantaggi evidenti è senza dubbio il fatto che il materiale, pur essendo molto resistente, è anche molto leggero. È un elemento da non sottovalutare per un allestimento temporaneo, perché il trasporto, la movimentazione all'interno dello stand stesso diventa un vantaggio non indifferente. Grazie alle sedie e ai tavolini di cartone, anche la moquette dello stand è stata pienamente salvaguardata”.

Torniamo a Marco Pigato. Ci sono altre qualità di Xanita, di cui finora non abbiamo parlato e che sarebbe importante ricordare?

“Vorrei sottolineare altre due qualità fondamentali del materiale con cui è stato realizzato l'intero stand della regione Umbria a Vinitaly. Prima di tutto, su Xanita, ricordo che la cellula interna è di cartone e il cartone brucia. Prima che Xanita (classe M3 di reazione al fuoco) cominci a bruciare, però, ci vogliono in media 11 minuti e 30 secondi. Non è certificato contro il fuoco, ma brucia meno velocemente di qualsiasi materia plastica. Si sporca, annerisce, ma non brucia”.

La seconda qualità da evidenziare?

“È di ordine immediatamente pratico. Qual è il problema più grosso quando un allestitore o un architetto ha terminato uno stand? Prendere e gettare via gli scarti. Da questo punto di vista permette di fare un allestimento intero e se ho un pezzo in più che avanza è sufficiente aprire il cassonetto della carta. Niente di più comodo e facile”.

Qual è stato il riscontro dello stand in cartone al Vinitaly?
“Capire quale fosse l'effettivo riscontro è stata una nostra preoccupazione. Perciò, una volta terminato lo stand, per misurare l'indice di apprezzamento, abbiamo voluto intervistare i visitatori che si fermavano 15/20 minuti per la degustazione dei vini. Abbiamo chiesto cosa li avesse colpiti di più. Il 54%, come immaginavamo, ha risposto i mobili di cartone; il 22% l'ambiente riposante e il 10% la sensazione di trovarsi in un ambiente casalingo. Dei mobili di cartone, poi, ha colpito, nel 41% dei casi, la stabilità e la robustezza. Il 29% ha risposto che le sedie esprimevano 'calore' a differenza di quelle di plastica. Pur essendo materiali solidi, è stato osservato dal 21% degli intervistati, danno comunque l'impressione di essere morbidi.
Abbiamo anche chiesto, a quel punto, nel caso potessero avere dei mobili di cartone a casa, in quale stanza li posizionerebbero? Questa domanda aiuta a capire le potenzialità e le opportunità di nuovi mercati. Il 52% ha risposta che metterebbe dei mobili di cartone nella camera dei bambini. Questo è estremamente significativo e dà l'idea su fin dove può arrivare Xanita. Più di una persona ha chiesto di portarsi via uno sgabello. Il migliore indice del gradimento dello stand”.

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