Io ritorno all’artigianato

Grafici, stampatori, designer, tecnici e tante altre figure professionali di questo settore hanno da sempre avuto lo stesso tipo di approccio nei confronti del mercato pubblicitario. Dalla formazione scolastica alle esperienze lavorative o di specializzazione, tutte queste figure si adoperano per pr

È, in effetti, il nostro pane quotidiano, è quello che abbiamo sempre fatto ed è quello che ci ha dato le soddisfazioni più grandi. Negli anni però le cose sono cambiate; come in tutti i settori si fanno avanti le grandi multinazionali. Queste ultime vendono carta stampata al prezzo al quale io compro la carta bianca. Vendono in tutto il mondo prodotti di qualità sempre maggiore con tempi di consegna sempre più brevi e se sbagliano pagano. Ogni anno acquistano nuove attrezzature, ampliano le loro sedi, si adottano di nuove tecnologie e vendono attraverso il sistema più comodo, veloce, immediato e sempre più alla portata di ogni azienda e famiglia attraverso internet. Tra quanto tempo internet sarà alla portata di ognuno di noi?
Pensiamo ora a una piccola tipografia che con grande sacrificio decide di acquistare una nuova macchina da stampa per rinnovarsi un po'; due o trecentomila euro di investimento magari, che non è nulla a confronto dell'investimento che una grossa multinazionale fa di anno in anno, anche tre o quattro volte superiore. Chi sarà tra le due, l'azienda più affidabile, competitiva e veloce?
Il mercato pubblicitario purtroppo non è più il nostro mercato o almeno non per molto. Possiamo sempre diventare service di stampa o ancora grafici, ma nulla di più. E quindi?
Quindi si devono ridisegnare daccapo le figure professionali che finora hanno fatto parte di questo sistema partendo proprio dalla formazione scolastica per finire con esperienza nel campo. In quale mercato?
La personalizzazione artigianale, l'artigiano stampatore, l'artigiano tecnologico. Sono ormai 5 anni che mi sto dilettando, tra un volantino e un poster pubblicitario a creare, a provare, ad azzardare. Utilizzo macchine da stampa come il mio amico fidato Harry Plotter che di cognome fa Roland e supporti anche comuni in alcuni casi come Bugs Banner addobbati alle volte da Henry Font. Un grande amico Gatto disse: " E non si chiama innovazione anche questa? Il 90% delle scoperte scientifiche è stato fatto, ma solo il 10% è stato applicato. Il futuro non è inventare o scoprire, ma applicare tecniche e scienza note da anni a discipline a cui nessuno aveva mai pensato".
Ecco nascere quello che secondo me dovrebbe essere la nuova figura professionale che, con una modesta attrezzatura, un sito web, una buona manualità e tanta grinta potrà tornare a lavorare come un tempo, in un nuovo contesto creativo fatto sempre e comunque di carta, tessuti, plastiche, resine, inchiostri e photoshop.
Proprio ieri ho affrontato questo tema con un insegnante di scuola grafica superiore venuto a visitare la nostra azienda che in questi giorni ospita una stagista sua allieva. “È da molto tempo” mi confida “che sto cercando di sviluppare questo tipo di approccio al lavoro con i miei alunni. Ora che ti ho conosciuto e che ho scoperto che questa realtà esiste e non fa parte solo dei miei sogni ne parlerò in istituto per coinvolgere anche altri insegnanti e genitori, sperando di sviluppare assieme al tuo aiuto nuovi progetti e nuove discipline per questo nuovo modo di comunicare”.

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