Iper ecologico

Green –

Leggeri, rigidi, personalizzabili, perfettamente integrati nel contesto. I grandi cartelli in Re-board esaltano l’impronta ecologica dell’Iper Portello di Milano. Merito di Litorama, regista del progetto

Nel quartiere Piazza Portello, nel cuore della città di Milano, nasce il primo tassello della riqualificazione dell'area ex Alfa Romeo. La struttura, progettata dall'architetto e designer industriale Gino Valle, è un importante esempio di architettura moderna destinata ad uso commerciale: strade, gallerie, un'ampia area parcheggio, zona residenziale e un parco di 80.000 mq. contribuiscono a creare una sensazione di grande vivibilità.
Qualità che distingue anche l'Iper Portello, affacciato sull'omonima piazza, fin dall'ingresso. Il centro commerciale ricorda i bellissimi mercati parigini, cosmopoliti, pieni di colore e ogni sorta di profumo. L'attenzione che Iper ha nei confronti dei propri clienti trova coerenza anche nella comunicazione, adottata all'interno del centro, grazie alla scelta di Re-board, come ci ha raccontato Giulia Casiraghi di Litorama, l'azienda che ha realizzato l'importante progetto 'green'.

Avete realizzato un progetto eco-sostenibile per l'Iper Portello. Com'è nato questo contatto e quali valori il cliente voleva esprimere attraverso la sua scelta ecologica?
“Il contatto con Iper era già esistente. Noi abbiamo ascoltato le loro esigenze e proposto un prodotto che poteva allinearsi alle loro aspettative. Sappiamo che il cliente ha una grande attenzione verso i punti vendita e i prodotti, ma è anche un cliente attento verso tutto ciò che può contribuire a migliorare il benessere dei consumatori, attraverso una forte attenzione ai prodotti naturali ed ecologici. Questa attenzione non è solo volta verso i prodotti alimentari ma anche verso gli imballaggi. Motivo per cui nulla viene lasciato al caso e anche l' ambiente di vendita è curato nel dettaglio”.

L'Iper Portello è inserito in un contesto di Milano riqualificato, in un progetto dell'architetto Gino Valle. Qual è stata per voi la sfida principale nell'intervenire in questa nuova realtà?
“Noi abbiamo lavorato all'interno dell'ipermercato cercando di realizzare un prodotto che si integrasse con il contesto nel quale sarebbe poi stato inserito. Le caratteristiche principali che il nostro cliente ricercava erano quelle di utilizzare un materiale che si allineasse all'impronta ecologica dell'Ipermercato, che potesse nella durata sostituirsi ai materiali durevoli il più delle volte plastici a base benzene e quindi inquinanti e che resistesse a lungo nel tempo. Il materiale doveva essere di facile gestione: personalizzabile, leggero, resistente ed ecologico. Re-board è stata la scelta più immediata. È prodotto con colle all'acqua, riciclato e riciclabile e nell'aspetto interno, nella sua anima, ricorda i pannelli di legno che finora tra i materiali rigidi a disposizione è sempre stato quello che meglio rappresenta l'impronta ecologica”.

Come siete riusciti a soddisfare le esigenze di comunicazione dei diversi reparti?
“Premesso che le scelte grafiche sono state fatte a cura esclusiva del nostro cliente, il nostro compito è stato quello di fornire il know-how necessario per la realizzazione di quanto richiesto. La scelta di un materiale come Re-board è stata vincente perché è un materiale estremamente duttile, senza grossi vincoli realizzativi e anche personalizzabile in ogni singolo elemento. Pertanto il progetto realizzato non ha avuto alcuna difficoltà a integrarsi per colori e dimensioni agli altri già esistenti in reparto ed essendo facilmente lavorabile non è stato difficile trovare la soluzione giusta”.

Per quanto riguarda le operazioni di montaggio, Re-board quali vantaggi ha garantito?

“Re-board è un materiale leggerissimo e quindi molto semplice da gestire. Nel suo spessore maggiore di 16 mm. pesa circa 2,1 kg al mq. Noi diciamo che Re-board è leggero come l'aria perché è composto d'aria all'80%, per questo è più leggero rispetto a qualsiasi altro materiale rigido. Il tutto si traduce in un grande beneficio dal lato della maneggevolezza e del trasporto e in un significativo vantaggio anche in termini di tempo di installazione”.

Grazie a un progetto così significativo e di impatto, oggi si potrebbe finalmente dire che anche con le sole applicazioni eco-sostenibili si può affrontare qualsiasi tipo di richiesta dei clienti?
“Come dicevamo prima Re-board è un materiale estremamente duttile e flessibile e sicuramente ampia le possibilità di realizzazione di nuovi progetti, realizzazione che per dimensioni e semplicità di gestione, prima risultavano impensabili. Se poco fa parlavamo della sua leggerezza è da sottolineare un altro aspetto che lo rende particolarmente significativo, la sua resistenza. La coesistenza di queste due caratteristiche permette di pensare a Re-board come a un materiale estremamente flessibile adatto a essere utilizzato anche in realizzazioni prima impensabili con il cartone: tipo pannelli per stand fieristici, sedute, tavoli, addirittura pedane che sostengono intere auto. Litorama ha realizzato diversi progetti eccezionali, come l'allestimento fieristico dello stand 'Fa la casa giusta'. Con 16 pannelli di 3 metri d'altezza che si snodavano lungo un percorso di 25 metri, o l'allestimento per la fiera 'Dreams on wheel' con 16 casette di diverse dimensioni (2x2x2 e 4x3x2 metri) installate addirittura ad Edimburgo. Questo sono progetti che, mantenendo le stesse caratteristiche, non avrebbero potuto realizzarsi altrimenti”.

Un progetto eco-sostenibile di tale portata, si è rivelato competitivo anche sotto il profilo dei costi?

“Direi di sì. Un progetto realizzato in Re-board fa risparmiare mediamente intorno al 12% rispetto ad altri materiali durevoli. Ma il risparmio non è tanto immediato sul prodotto quanto sull'intero progetto ed è percepibile da chi ha una visione intera del lavoro. Paragonato ai durevoli Re-board ha un costo al mq piuttosto allineato, però con molti valori aggiunti che permettono di essere virtuosi non solo dal punto di vista ecologico ma anche di gestione del lavoro. Re-board è molto più leggero e meno ingombrante dei durevoli, perché le sue strutture sono per lo più rese abbattute in pacchi piatti. Inoltre non richiede personale specializzato per il montaggio ma ogni installazione può essere completata dal personale addetto ai reparti senza difficoltà”.

Più in generale, per un'azienda importante e consolidata come la vostra, cosa significa tutelare l'ambiente e quali parametri bisogna rispettare?

“Oltre alle normali attenzioni che un'azienda come la nostra deve rispettare nelle pratiche di produzione, Litorama ha fatto qualcosa in più. Come azienda grafica leader in Italia siamo ben consapevoli del ruolo che abbiamo nel rispetto dell'ambiente visto che lavoriamo con un materiale a tutti molto caro come la carta, per questo ci sentiamo sempre chiamati in causa verso la tutela del comune patrimonio ambientale e diamo il nostro contributo utilizzando materie prime certificate. Parlando specificatamente di Re-board, il materiale è stato messo ormai da diversi anni a 'Impatto Zero', quindi per tutti i clienti che sono interessati a far sapere di avere utilizzato un materiale ecologico, diamo la possibilità di inserire anche il logo sui prodotti realizzati. Per quando riguarda invece la carta, tra gli strumenti a disposizione dello stampatore per crescere in maniera sostenibile, oggi c'è uno strumento in più: la certificazione forestale. Per questo motivo Litorama si è certificata FSC e PEFC. Con queste certificazioni è possibile controllare la provenienza di prodotti a base legno e verificare che queste arrivino da una corretta gestione delle foreste, da piantagioni tutelate. Inoltre entrambe le certificazioni ci interessano particolarmente perché hanno un'attenzione particolare anche alla tutela economica e sociale della gente che vi lavora”.

Parliamo di costi: investire su processi eco-sostenibili costa di più?

“Far uso di prodotti ecologici comporta sicuramente costi maggiori, siamo poco più che agli esordi di questo mercato e la ricerca, soprattutto i primi anni, si paga sempre piuttosto cara. È ovvio che qualsiasi investimento si faccia che vada a sostituirne uno già esistente, comporta sicuramente un costo fosse anche solo di ricerca ma questo non deve costituire un ostacolo allo sviluppo tecnologico o industriale, quanto piuttosto un incentivo a crescere in maniera più consapevole. La tutela dell'ambiente non può essere valutata solamente in termini economici. Se una volta che avremo rovinato l'ambiente in cui viviamo, avremo anche risparmiato qualcosa, non credo che questo possa considerarsi un affare”.

Spesso si osserva che in Italia la sensibilità ecologica è inferiore rispetto ad altri paesi. Quali sono i fattori che frenano la diffusione delle tecnologie eco-sostenibili?
“Difficile generalizzare, forse la difficoltà in Italia, rispetto ad altri paese è più culturale che altro. Nel senso che la nostra sensibilità ecologica sembra essere legata più all'emergenza che alla consuetudine. Abbiamo poca propensione alla prevenzione dei problemi ma tendiamo a risolverli spesso anche brillantemente, nel momento in cui questi si presentano. Quindi credo che il problema non sia tanto nella difficoltà ad utilizzare tecnologie e prodotti sostenibili, quanto in una scarsa educazione al rispetto dell'ambiente. I problemi ecologici sono strettamente connessi a problemi sociali. Evidentemente tendiamo a pensare che il problema ambientale non sia un nostro problema, perché non ne abbiamo spesso esperienza o sensibilità diretta”.

Al di là del notevole progetto per l'Iper Portello, fino a che punto i clienti manifestano esigenze eco-sostenibili? È una sensibilità in crescita o si limita alla richiesta di lavori spot?

“La sensibilità è in crescita. Infatti se il 2009 è stato un anno difficile sotto tutti i fronti, dal punto di vista della richiesta di materiali ecologici l'attenzione da parte dei clienti è invece andata aumentando, però ancora in minima parte rispetto al valore che potrebbe generare, sempre inteso come attenzione all'ambiente. Tuttavia siamo convinti che l'eco-sostenibilità possa incrementare il business aziendale e diventare un vantaggio sia per le aziende che per il pianeta. Se tutti si proiettassero verso questi materiali, tutti si dovrebbero adeguare. Importante è comprendere che dal loro uso ne deriva un vantaggio diretto per l'ambiente e per il cliente finale: il proprio brand avrà il vantaggio di essere riconosciuto come sensibile e attento all'ambiente”.

Spesso si parla dell'importanza delle nicchie (fine art, decorazione,
supporti speciali). Investendo nella stampa eco-sostenibile, quali
possono essere occupate in modo vincente?


“Non vedo nessun limite nello sviluppo di una stampa ecosostenibile per nessuno degli ambiti citati. Oggi il mercato offre una grandissima varietà di prodotti adatti ad essere impiegati in tutti questi settori”.

Avete in cantiere dei nuovi progetti per promuovere la causa ambientalista?

“Sì. L'esigenza maggiore di proporre prodotti ecologici si sente soprattutto nella stampa digitale dove si fa molto uso di materiali plastici. Litorama sta facendo ricerca per proporre ai propri clienti materiali plastici ecologici per applicazioni 'speciali'”.

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