La strada è tracciata

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L’esperienza professionale, la competenza e l’intuito le permettono di capire prontamente le esigenze dei clienti e del mercato della segnaletica. Così Katia Longo la strada non la può proprio sbagliare

D'altronde, con queste caratteristiche, la signora Longo di strada ne ha fatta parecchia, fino ad arrivare alla conquista dell'America. Design, flessibilità e modularità sono le caratteristiche vincenti su cui ha puntato e che il mercato internazionale continua a premiare.
Abbiamo fatto un bilancio, per quanto possibile, con Katia Longo, Sales Manager & Marketing manager ClearPath, dei primi mesi di Triline dall'acquisizione da parte dell'azienda americana.

Signora Longo partiamo alla larga. Parliamo un po' della sua storia professionale…

“Ho iniziato la mia attività professionale non per libera scelta nell'azienda di famiglia dato che mia madre desiderava che vi fosse una prosecuzione dell'attività professionale. Non vi nascondo che la scelta di lasciare la società di famiglia non fu in realtà molto sofferta: fin da piccola desideravo diventare marketing manager”.

Il momento più bello e quello più brutto della sua carriera?

“Il momento più bello in tutti sensi ho conosciuto mio marito Erik Broos-Godts durante un volo per il Giappone nel 2002. Il momento più brutto sono stati gli anni di crisi 2008/2009”.

Che cosa ha portato in ClearPath?

“Io e il mio team abbiamo portato sicuramente un valore all'interno della ClearPath e anche grazie a questo prevedo che saremo il leader indiscusso del mercato Internazionale. C'è, infatti, spazio sufficiente per un aumento di posizione di mercato e per fare questo dobbiamo continuare nell'innovazione e spingere maggiormente nelle attività di marketing. Possiamo, infatti, andare fieri del nostro lavoro. Per finire, dobbiamo rimanere vicini al cliente. Ascoltare con attenzione e anticipare i cambiamenti. ClearPath ha le carte in regola per farcela”.

Qual è il bilancio della ClearPath di questi primi mesi?

“È certo ancora presto, dopo quattro mesi, delineare un bilancio complessivo della nuova gestione della ClearPath, ma qualcosa si può dire che sto notando molta serietà ed efficienza nell'avvio dei nuovi distributori dei nuovi Paesi.
Devo constatare, inoltre, che negli ultimi anni il nostro team italiano ha sviluppato il marchio con ottimi risultati. Ma c'è ancora parecchia strada da fare prima di vederne il potenziale sfruttato appieno. Allo scopo di promuovere e accelerare questi progetti, abbiamo deciso di mettere in comune con Rowmark le nostre risorse, la nostra esperienza e il nostro talento. La partnership è scaturita come conseguenza naturale, visto che condividiamo essenza e obiettivi da raggiungere con i nostri clienti. Sono davvero lieta di lavorare per il futuro di Rowmark Italia con dirigenti così rispettati e dinamici.
Sono piena di entusiasmo e convinta che, coniugando la forza d'urto di Triline con l'organizzazione di Rowmark, potremo realizzare sogni meravigliosi".

In generale quali pensa debbano essere le caratteristiche di un buon manager?

“Un buon manager deve saper comunicare, sapere come trasmettere un messaggio con efficacia e come ascoltare i propri collaboratori contribuisce a creare un clima lavorativo positivo.
Essere un manager di successo è un compito molto impegnativo è un obiettivo a cui tendere affinché venga garantita la produttività dell'azienda e lo sviluppo del potenziale lavorativo dei propri collaboratori. Avere un potere progettuale, decisionale ed esecutivo deve necessariamente implicare la capacità di essere in grado di gestirlo e di orientarlo adeguatamente”.

È vero che il peggio è passato e la crisi è alle spalle?

“Sì, penso che il peggio sia passato, ma in futuro dobbiamo essere più positivi e riuscire a trovare tempestivamente gli strumenti adatti per agire nei momenti di crisi”.

La crisi del credito si è fatta sentire anche in questo ambito. Ne stiamo uscendo o ne continuiamo a pagare ancora le conseguenze?

“Sicuramente la crisi del credito ha pesato molto anche sul nostro settore e ne stiamo pagando ancora le conseguenze. Questo succede non solo in Italia, ma anche all'estero. Tuttavia ho la sensazione che ci sia qualcosa che stia cambiando: ci sono i segnali di una piccola ripresa”.

Che cosa pensa una multinazionale americana del mercato italiano? Di che cosa ha bisogno?

“È una domanda piuttosto complessa, siamo noi italiani che dobbiamo imparare in questo caso visto che si può dire che il 'marketing' l'hanno inventato gli americani. Noi però ci mettiamo la creatività, la passione, l'intuizione estrosa che tipicamente ci caratterizzano”.

Facciamo scherzosamente il gioco della torre. Che cosa chiede di più oggi il mercato.

Tecnologia o creatività?
Creatività.

Qualità o quantità?
Qualità.

Green o tradizionale? Green.

Parliamo dell'imminente Fespa. Come vi siete preparati alla Fiera?

“Il cammino che ci porta a Monaco di Baviera è iniziato a febbraio dopo che la società Rowmark ha acquistato la Triline International, il vice President Rich Zydonik ha tracciato un percorso di preparazione a livello strategico internazionale. La Clear Path ha lavorato in modo privilegiato sia a livello di contenuti, sia logistico, per accogliere un evento di questa portata. In queste ultime settimane siamo passati alla fase operativa di allestimento degli spazi dove si svolgerà la manifestazione fieristica, dove in particolare incontreremo i distributori e i rivenditori per approfondire i nuovi mercati e le nuove opportunità”.

Che atmosfera vi aspettate di trovare?

“Mi aspetto grandi cose da questa fiera e sono certa che non mi deluderà. Un'atmosfera di competizione ancora più entusiasmante”.

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