L’atelier del plotter da taglio

Ricerca e sviluppo –

È nato lo ZundLab, un luogo dove i clienti possono sperimentare nuove applicazioni tecniche su misura, insieme a un personale qualificato. La parola a Gianluca Bondioli di Zund Italia, ideatore del nuovo laboratorio

Signor Bondioli, sulla base di quali esigenze del mercato è nata l'iniziativa di dare vita a un vero e proprio laboratorio tecnico come lo ZundLab?

“In linea di massima l'ispirazione è arrivata dalle aziende del mondo della moda, dell'auto e dei mobili, realtà che sviluppano strategie di marketing molto avanzate. Quando presentano dei prodotti, generalmente accompagnano i clienti in uno show room. Si tratta di uno spazio ad hoc dove il cliente ha a sua totale disposizione il plotter da taglio e il materiale da provare anche in quantità industriali. Con il vantaggio che questi test vengono condotti in un ambiente sicuramente più accogliente e confortevole della fabbrica. Personalmente, poi, sono molto felice del riscontro che sta registrando lo show room perché si tratta di un'iniziativa spinta proprio da me. In genere Zund cerca giustamente di portare i clienti in Svizzera, presso la sede centrale. Tuttavia, oggi i clienti hanno sempre meno tempo libero a disposizione e andare in Svizzera richiede di impegnare perlomeno un giorno e mezzo. Chi non ha questo tempo da dedicare a una trasferta, trova presso lo ZundLab uno spazio dedicato e più facilmente raggiungibile”.

Lo ZundLab nasce a Lodi nell'ex complesso industriale dello storico Lanificio Varesi. È una scelta simbolica? Esprime il desiderio di collegarsi a una parte importante di storia del nostro paese?

“La scelta di creare lo ZundLab a Lodi nell'area dell'ex complesso industriale dello storico Lanificio Varesi è stata mia e mi è piaciuta fin dall'inizio. In qualità di azienda svizzera, Zund è da sempre molto attenta alle tematiche ecologiche, il suo stabilimento è stato infatti uno dei primissimi a ottenere una certificazione di eco-sostenibilità. Con il progetto dello ZundLab abbiamo declinato questa anima ecologica di Zund scegliendo di non cementificare, ma di optare per spazi già esistenti. Quando abbiamo scelto il sito di Lodi bisognava misurarsi ovviamente con aspetti vantaggiosi e non. In quell'area infatti sono presenti mondi professionali molto diversi, con l'insegnista, il dentista, il mobiliere, il deposito dell'elettricista e del muratore e così via. Temevamo che a qualcuno quell'insieme di realtà così eterogeneo potesse non piacere particolarmente. Ciononostante abbiamo scelto comunque quell'area perché rappresenta molto bene l'evoluzione del mondo produttivo italiano, dalla centralità della vecchia fabbrica con un padrone alla nascita e sviluppo di un'economia basata sul terziario. Oggi i protagonisti dell'economia italiana sono gli artigiani e le piccole e medie imprese, dove ognuno lavora per conto suo. L'area che abbiamo scelto è una sorta di microcosmo che ben rappresenta la nuova economia italiana. È nato così un ambiente vivo, simpatico, dove tutti con il tempo iniziano a conoscersi e scambiare informazioni, dando vita anche a nuovi rapporti, come dimostra l'interesse del mobiliere per il nostro plotter”.

Lo scopo del laboratorio è di sviluppare nuove soluzioni tecniche. Quali sono le principali potenzialità applicative dei sistemi Zund purtroppo non ancora colte dai clienti?

“Ce ne sono un paio da sottolineare: il primo aspetto riguarda le piccole produzioni cartotecniche, con un sistema ormai completamente automatico, dove l'operatore non deve mettere mano. Il secondo aspetto coinvolge le finiture dei materiali in bobina. Oggi, l'evoluzione della tecnologia consente di ottenere elevate risoluzioni anche su macchine da stampa di grandi dimensioni. Mentre la finitura su un pezzo di 1 m è più semplice, quella su 3 m richiede di sicuro un impegno maggiore. È nata così una nuova esigenza che i nostri plotter da taglio sono in grado di soddisfare. Sarà finalmente possibile non vedere più operatori costretti a tagliare uno striscione accovacciati a terra, come si faceva un volta. A questo ci penserà la macchina e loro potranno dedicarsi ad attività più redditizie”.

Le attività di sperimentazione vedranno collaborare anche clienti e utilizzatori finali. In che modo questi ultimi saranno coinvolti dal personale Zund nelle attività di ricerca?

“Quando un cliente ha intuito una funzionalità particolare in relazione all'utilizzo dei nostri plotter da taglio, è liberissimo di testarla anche all'interno dello show room con il nostro personale esperto e qualificato e fare diventare la sua scoperta patrimonio comune. Ad esempio, un'importante azienda produttrice di striscioni in tessuto sta provando con noi diversi metodi per tagliare questo supporto. Stiamo arrivando insieme a uno strumento innovativo. Non posso rivelare di più perché siamo ancora in fase di sperimentazione e di studio. Al di là dei risultati a cui giungeremo, è chiaro che i clienti e gli utilizzatori finali possono essere protagonisti delle attività di ricerca. È proprio dal dialogo con gli operatori che emergono utili spunti per lo sviluppo di nuove soluzioni tecnologiche. Sono i nostri clienti che, meglio di chiunque altro, sanno esprimere in base alle proprie esigenze cosa occorre al mercato di oggi e di domani: le loro necessità sono il nostro motore di ricerca. E grazie all'esperienza ventennale maturata nel settore disponiamo del know - how per dare forma concreta a queste idee”.

Sempre in termini di collaborazioni e supporti, non è passato molto tempo dal lancio della vostra partnership con il Politecnico di Milano su un uso innovativo del cartone nell'ambito del design, packaging e arredamento. State già guardando anche a qualche altro materiale?

“In effetti la partnership con il Politecnico di Milano sta proseguendo con la sperimentazione anche di altri materiali oltre il cartone. Al momento, abbiamo allargato l'orizzonte alle materie plastiche, compositi e tessuti. Purtroppo, il mondo accademico ha dei tempi più lunghi rispetto ai nostri. È anche per questo motivo che è nato lo ZundLab come laboratorio di ricerca e sperimentazione di nuove soluzioni tecniche, per essere meglio allineati alle tempistiche dei clienti”.

Per approfondire le conoscenze, sempre tramite lo ZundLab, sono previsti corsi, seminari e workshop. Quali sono i temi prioritari da affrontare, quelli su cui c'è più sete e necessità di informazioni e approfondimento?

“Chiaramente la formazione dei clienti è un aspetto centrale all'interno dello ZundLab. I primi corsi inizieranno dopo l'estate e si comincerà con l'approfondimento delle potenzialità di Zund Cut Center, il primo software di progettazione firmato integralmente da Zund. I corsi si svilupperanno con una serie di presentazioni mirate a platee omogenee di clienti, ad esempio per primi chi si occupa di cartotecnica, poi chi lavora nel mondo della serigrafia e così via. Zund Cut Center è progettato sia per i plotter nuovi sia per quelli già installati. Dopo l'estate organizzeremo dei corsi anche su altri prodotti nuovi come i sistemi di taglio a lama oscillante, più recenti e non ancora molto adottati”.

La nascita dello ZundLab in che modo cambia la vostra strategia di vendita dei plotter? Assisteremo a un'esplosione di sistemi da taglio personalizzati?

“I sistemi Zund vantano la caratteristica di essere da sempre aperti, modulari e configurabili nel tempo. Abbiamo dei clienti con dei plotter comprati 20 anni fa e aggiornati nel tempo. Lo ZundLab permette quindi di mostrare nel concreto quanto siano fortemente personalizzabili i nostri plotter. Questa opportunità, quando viene mostrata tramite una brochure, ha sempre un certo appeal. Quando però viene toccata con mano, il riscontro aumenta ulteriormente. Il cliente che viene allo ZundLab ha la possibilità di costruire il proprio plotter da taglio come un lego, a partire da una macchina nuda su cui è possibile montare ciò che gli serve effettivamente. Quindi, con lo ZundLab la modularità che già c'era viene ora esaltata”.

Con questa nuova iniziativa dimostrate di non essere solo fornitori di quanto proposto dalla vostra casa madre, ma cercate anche di apportare migliorie attraverso progetti ad hoc. In Italia l'innovazione paga davvero?

“La possibilità di montare il proprio plotter e di provarlo come se fosse un abito, proprio in linea con il concetto di atelier di cui parlavo all'inizio, è qualcosa che piace molto ai clienti. Certo, non tutto l'apprezzamento si traduce in contratti, resta però il feeling con il cliente, che finalmente diventa più consapevole e ha a disposizione più strumenti per comprendere al meglio ciò che gli serve. L'esperienza dello ZundLab resta impressa e non è detto che il cliente non finisca per comprare domani ciò che ha deciso di non acquistare oggi. Di sicuro otterremo quel sincero apprezzamento capace di gratificare al di là dell'eventuale ordine”.

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