Rimodellare la realtà

Focus: Lazio –

L’utilizzo di nuovi materiali, un paziente lavoro di ascolto delle esigenze del cliente e la capacità di reggere allo stress di un mercato che propone ritmi sempre più convulsi. Questa la realtà descritta da Daniela Moretti di Whimprint.

Da quando la crisi economica e finanziaria si è abbattuta sul tessuto economico del nostro Paese, sono stati in molti a suggerire di puntare sulla leva dell'innovazione tecnologica per uscire dalle difficoltà e trovare nuove opportunità di stare sul mercato.
Daniela Moretti di Whimprint ci dà conferma che questa è l'unica vera strategia anticrisi, valida per la regione Lazion, ma anche per tutto il Paese. La disponibilità di nuovi materiali offerta dai più importanti vendor del settore, offre nuove possibilità di intervento in ambienti esterni, ma anche in esterno. Il tutto per ridisegnare la realtà creando un ambiente stimolante e piacevole. Un'opportunità che Whimprint è pronta a cogliere finda ora.
Un bilancio dell'andamento del mercato nel Lazio nel 2009 e previsioni per il 2010.

La crisi è davvero alle nostre spalle?
“Il mercato laziale non differisce sostanzialmente da quello italiano e quindi la crisi nazionale, i cui primi segni si erano manifestati proprio nel marzo 2008, si ripercuote sulla nostra regione con la stessa intensità con cui ha colpito l'intera nazione. Sono quindi ormai due anni che conviviamo con una congiuntura economica non proprio favorevole, ma siamo riusciti a rimanere a galla. Ogni tanto sembra che ci sia una ripresa, peraltro subito smentita. Molto spesso invece si ha l'impressione che la situazione precipiti sempre più giù. Per quanto si riferisce in particolare alla nostra azienda direi che, nell'insieme, non vogliamo lamentarci! Noi e la nostra regione, essendo ben integrati in essa, ci manteniamo cauti andando avanti. Nuove possibilità e nuove opportunità vengono costantemente vagliate”.

Quale tra i diversi segmenti (grande formato, serigrafia, incisione, new media…) nel Lazio ha retto meglio all'impatto della crisi e quale, invece, è stato più penalizzato?

“Indubbiamente nella nostra regione la crisi ha colpito in maniera preponderante il settore industriale e tutte le aziende che orbitano in quest'area hanno subito una netta riduzione dei propri affari. Di contro, il settore commerciale e dei servizi ha tenuto e le aziende interessate non hanno subito un forte calo o perché sono riuscite a gestire meglio la mancanza di ordinativi tamponando e proponendo nuove strategie o perché, comprendono un più largo ventaglio di situazioni, e non tutte potevano essere penalizzate.
Per questi motivi, anche in considerazione del fatto che nella nostra regione l'industria non ha l'incisività così alta che si registra invece per i servizi ed il commercio, che rappresentano la parte più importante della nostra economia, possiamo ben dire che la crisi è stata ben tollerata”.

Più in generale, quali sono i tratti distintivi e gli elementi caratterizzanti del mercato laziale rispetto a quello nazionale?
“I punti vendita ed i punti espositivi sono più piccoli, ma più mirati e specifici. Ne consegue un lavoro capillare, una vendita di diversi tipi di espositori di differenti marche e misure che vengono a sopperire le vendite sostanziose di un unico prodotto destinato a coprire aree più vaste. Questo porta ad un lavoro maggiore e più paziente e capillare, ad una continua ricerca per garantire la soddisfazione delle diverse esigenze del cliente. Nel contempo questa situazione fa sì che il rivenditore laziale sia più poliedrico e abbia sviluppato una capacità di adattarsi continuamente. Tutto questo porta ad un mercato più movimentato ed interessante, pieno di spunti e di differenziazioni. Non c'è noia né staticità”.

Quali sono i punti deboli del mercato laziale? Quali potrebbero essere i correttivi?

“Il lavorare all'ultimo minuto arrivando con il fiatone al giorno stabilito può essere un punto debole. Avere ordini che devono essere soddisfatti immediatamente senza possibilità di ritardo perché sono già quasi in ritardo. E la fretta a volte può portare ad errori che non sempre possono essere corretti con conseguenze disastrose per il cliente ed il fornitore. Una certa pianificazione manca e questo viaggiare a vista, se da una parte rende interessante e non monotono il lavoro, è anche una grande fonte di stress. Uno stress dato da tutto questo continuo movimento fatto di telefonate, preventivi, incontri e accordi che diventa una reale conferma solo quando non è più possibile andare oltre. Il mercato laziale è fatto così, e quindi dobbiamo impiegare più energia degli altri per ottenere un risultato equivalente. Rimedi e correttivi dovrebbero essere: una mentalità più professionale e una rigidità nel proporre/richiedere materiali, una profonda conoscenza dei prodotti e dei processi di realizzazione che farebbe meglio valutare i tempi necessari, Ma accadrà mai?”

La comunicazione visiva sta conquistando nuovi settori (arredamento, architettura, industria manifatturiera, grande distribuzione). Quali nuovi segmenti nel Lazio sono maggiormente coinvolti in questo processo? Quali risultano ancora oggi più “freddi”?
“Nel Lazio esistono settori di mercato numerosissimi e diversissimi tra loro che mandano avanti un'economia eclettica, ma stabile. Piccole entità che ricoprono capillarmente il territorio pronti a rovesciare completamente i loro programmi e anche ad assumere immediatamente nuove ed azzardate proposte. Molte di queste entità sono già coinvolte nella realtà della comunicazione visiva come arredamento, comunicazione, costruzioni. Possiamo dire che questa è una grande scommessa per il futuro stesso della comunicazione visiva nel Lazio. I settori trainanti per l'apertura di nuovi mercati e possibilità sono senz'altro quelli dell'arredamento e dell'architettura. L'arrivo di nuovi materiali che propongono la decorazione di interni supportano queste aspettative e ci invitano a pensare che nuovi scenari si apriranno. Tra di essi ricordo il Di Noc della 3M specifico per decorazione di interni, ma anche altri prodotti si stanno facendo spazio come le pellicole per la decorazione di vetri e vetrine, i materiali Fasara sempre della 3M e le pellicole della Reflectiv, i retroproiettabili, i prodotti da superfici esterne come i calpestabili da esterno per strade asfaltate e selciati rugosi o le pellicole autoadesive per muri verticali con superfici non omogenee e altamente irregolari e goffrate. C'è dunque un fermento che lascia presagire che molto ancora si muove. Personalmente ritengo che dove c'è movimento c'è vita e quindi aspettiamo con fiducia una ripresa dovuta anche a questi nuovi prodotti”.

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