Saggio di nome, originale di fatto

Questioni di etichetta –

Saggio aiuta i clienti a mettere in risalto il proprio logo con quel pizzico di originalità fondamentale a distinguersi. Grazie alle nuove tecnologie, le etichette assumono forme 3D e offrono maggiore resistenza

Un quarto di secolo è un periodo abbastanza lungo perché una qualsiasi attività con origini di natura artigianale si sia trovata più volte a dover fare i conti con i mutamenti dettati dal mercato.
Sia che si parli di semplice evoluzione, piuttosto che di innovazione tecnologica, nuove esigenze dei clienti o cambiamenti di scenario legati a fattori esterni, affrontare la realtà è un impegno gravoso dove la possibilità di investire è solo uno dei componenti. Sullo stesso livello, se non prima, si trova l'abilità a cogliere per tempo il cambiamento, adeguarsi o, nei casi migliori, cavalcare l'onda per ricavarne dei vantaggi competitivi.

Non è raro trovare situazioni dove a venticinque anni di distanza dalla fondazione, l'attività si è completamente trasformata, sotto l'impulso della voglia di sfruttare la propria creatività per individuare quel particolare capace di fare la differenza, e arrivare a distinguersi per applicazioni ben diverse rispetto a quella per la quale l'impresa era stata avviata. Ma sempre senza tradire la propria identità e la propria filosofia, come insegna Saggio.
Nata come timbrificio, sotto la guida dei titolari Saggio Marilena e Alessio, il marchio di Timbrificio Pontino oggi vanta un insieme di soluzioni estremamente variegato, dove però il fiore all'occhiello sono le etichette in resina, soluzioni capaci di combinare tecnologia ed estetica, all'insegna della creatività.

Signora Saggio, ci riassume la storia della vostra attività?
“Nasce tutto 25 anni fa come timbrificio. Allora, eravamo una piccola impresa artigianale, ma nel corso degli anni, la tenacia e la positività dei fondatori combinate a uno studio approfondito dei materiali e dei processi di produzione, hanno contribuito a creare degli ottimi presupposti per l'ampliamento dell'attività”.

Quali sono i principi che hanno ispirato la vostra evoluzione?

“Seguiamo una politica d'impresa da sempre focalizzata sulla qualità del servizio e sulla soddisfazione del cliente, messa in pratica attraverso piani d'investimento rivolti all'acquisizione di sofisticati macchinari di produzione, di risorse umane sempre più specializzate e alla ricerca
di prodotti con un ottimo rapporto qualità/prezzo”.

Come si concretizza tutto questo davanti al cliente?

“Ci impegniamo per soddisfare il cliente accompagnandolo e supportando ogni idea in modo tale che possa diventare un prodotto finale. Significa offrire un servizio per quanto possibile completo, contando sul contributo di personale specializzato e macchinari sempre tecnologicamente all'avanguardia, senza lesinare per quanto possibile investimenti in risorse economiche e morali. Questo è molto utile per raggiungere una professionalità in costante crescita e quindi al passo con i tempi”.

A cosa vi ha portato questa strategia?

“Ci siamo specializzati nella stampa in generale, ma soprattutto di etichette 3D, etichette superlux, stampa serigrafica e anche stampa digitale. Il tutto operando sempre nella nostra sede di Pomezia, alla porte di Roma”.

Qual è il vostro punto di forza?
“Considero un fiore all'occhiello la stampa di etichette 3D. L'etichetta resinata apre la porta al tridimensionale, mettendo in risalto un semplice adesivo e fornendogli spessore e originalità.
Grazie a una cupola trasparente dell'etichetta crea una visione lenticolare che protegge ed esalta la grafica e i colori, dando importanza al logo rappresentato. Si possono realizzare con qualsiasi forma, dimensione e colore. Inoltre, sempre nell'ottica di un costante miglioramento, abbiamo ideato la nuova etichetta 3D Silver Lux. Si tratta di una nuova tecnologia sintetica ed efficace, versatile nella forma e nella scelta della finitura, semplice da applicare. Viene prodotta con materiali di prima scelta per garantire durata e qualità. Inoltre, un trattamento antigraffio protegge l'etichetta nel tempo, senza modificarne l'aspetto iniziale”.

Chi sono gli utenti interessati a questo tipo di proposta?

“In genere, riceviamo richieste soprattutto nel settore dell'automotive, dell'abbigliamento e dell'arredamento, ma basta un po' di fantasia per scovare tante altre applicazioni. Il maggiore interesse arriva comunque dall'automotive, sia per applicazioni di serie sia per personalizzazioni. Tante richieste arrivano anche dalle agenzie pubblicitarie”.

In quale ambito territoriale vi muovete?

“Operiamo in ambito nazionale, anche se la maggior parte dei clienti si trova nel Nord Italia e al Centro. Raccogliamo invece meno domanda al Sud”.

Come avete vissuto l'ultimo anno?

“La risposta è stata comunque buona anche se si è trattato di un anno particolare. Possiamo comunque affermare di essere riusciti a lavorare. In ogni caso, dobbiamo tenere in considerazione che per quanto riguarda le etichette 3D si tratta di prodotto nuovo e di conseguenza, ha bisogno di tempo per crescere. Nel complesso è un settore che tiene, come anche l'etichetta resinata. Dove invece si registra più fatica è la stampa digitale, perché il lavoro è diminuito e la concorrenza è forte. C'è meno lavoro per tutti e quel poco viene spartito, ma nel complesso non possiamo lamentarci”.

Avete registrato anche voi, come tanti, segnali di ripresa a partire dal mese di settembre?

“Il calo degli ultimi dodici mesi è stato generalizzato, ma da settembre in effetti assistiamo a una buona ripresa. Abbiamo iniziato a lavorare bene, mi auguro di continuare così. Nell'insieme, rispetto a un anno fa accusiamo ancora una flessione ma l'inversione di tendenza c'è stata”.

Quali sono i macchinari più importanti della vostra produzione?

“Cerchiamo di mantenere una scelta di macchinari all'avanguardia e credo di poter affermare che nella nostra struttura annoveriamo un parco macchine semiautomatiche di alta tecnologia, potendo stampare un formato fino a 3.000x1.400 mm in un'unica battuta, per poi passare a macchine automatiche, fra cui una 4 stazioni, stampa, fustella, colore a caldo, sfrido per la produzione di etichette a bobina”.

Quali criteri guidano la scelta dei materiali?

“È una fase molto importante, per provare le finiture e la lavorazione. In genere, facciamo tutto di nostra iniziativa cercando di recepire per tempo le esigenze dei clienti, perché quando si rivolgono a noi sanno già ciò che vogliono e noi eventualmente ci limitiamo a fornire qualche suggerimento”.

Per quanto riguarda l'aspetto sostenibile della vostra attività, con particolare riferimento agli inchiostri, come vi comportate?
“In prevalenza, lavoriamo con inchiostri UV. Utilizziamo il solvente solo per lavori dove al momento non si presentano alternative. È soprattutto una scelta nostra, perché per ora non abbiamo richieste particolari da parte dei clienti, a parte alcune applicazioni come per i capi di abbigliamento”.

Esiste una sensibilità dei clienti in questa direzione?
“Abbiamo anche la possibilità di lavorare con Pvc cosiddetti ecologici e inchiostri selezionati sulla base di caratteristiche ambientali, ma in prevalenza resta un'iniziativa nostra. Anche perché meno materiali in pvc girano all'interno della nostra struttura e meglio è” .

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