Teste creative

Interview –

Creativi di tutta Italia unitevi. La community creativa Creathead è pronta ad accogliervi per veicolare al meglio le vostre idee, mettervi in contatto con altri creativi e con le aziende. A tu per tu con il suo fondatore, Dario Preda

Il simile va con il simile e infatti non a caso un numero crescente di creativi si sta radunando online all'interno della community Creathead, il luogo d'incontro ideale per incontrarsi e farsi conoscere dalle aziende.
Tra agenzie e creativi, sono già più di 10 mila gli iscritti, oltre 15 mila le aziende del settore della comunicazione, 900 mila le visite alla classifica dei creativi.
Il segreto di tanto riscontro? Ogni ricetta vincente è fatta di più ingredienti. E chi meglio del cuoco che l'ha inventata può illustrarla? Per questo abbiamo deciso di intervistare direttamente il Fondatore di Creathead, Dario Preda, comprensibilmente entusiasta dei numeri raggiunti dalla comunità: “I risultati fin qui messi a segno ribadiscono la crescente popolarità maturata dalla nostra Community e ci incoraggiano a formulare alle aziende una proposta di comunicazione mirata a un target di addetti ai lavori, giovanile, creativo, eclettico, aperto alle novità”.

Signor Preda, partiamo dall'inizio. Sulla base di quale intuizione ha fondato Creathead?

“Sulla base di alcune coincidenze: la crisi economica che iniziava a delinearsi nel settore;
il massiccio ingresso delle tecnologie nel mondo della comunicazione che hanno stravolto le consuetudini e le metodologie di lavoro; l'apparizione della parola creatività nel lessico quotidiano, dalla finanza creativa alla creatività come ricetta per sconfiggere la crisi fino alla considerazione della creatività come punto più evoluto del nostro sistema neurovegetativo”.

Com'è cresciuta nel tempo la comunità? Quali sono state le tappe più importanti del suo sviluppo?

“Inizialmente l'obiettivo era quello di sviluppare una community votata alla creazione e commercializzazione di prodotti ad alto contenuto di creatività. Un marchio che veicolasse le idee dei creativi. Successivamente il progetto si è modificato fino a diventare una community con una identità delineata e un preciso scopo: mettere in relazione i creativi, in cerca di creatività da vendere, e le aziende, alla ricerca di un ventaglio di proposte creative decisamente interessante”.

Quanti e chi sono i creativi che oggi danno vita alla comunità? C'è un profilo che li accomuna?

“Attualmente gli iscritti spontanei sono oltre 10.000, tra singole teste creative e piccole agenzie e studi che operano nei diversi campi della creatività (grafica, illustrazione, fotografia, pubblicità, architettura, etc). Accanto ai creativi oltre 15.000 aziende operanti nel vasto settore della comunicazione e delle sue diverse sfaccettature”.

Se un creativo o un'agenzia vuole entrare a fare parte della vostra comunità, cosa deve fare?

“Semplice, è sufficiente iscriversi online compilando il classico Form e successivamente inserire il proprio profilo, la propria mail, il link al proprio sito, ai maggiori social network del momento (Facebook, Youtube, Twitter) e soprattutto inserire i propri lavori in modo che siano visibili a chiunque entri nel sito. Il tutto gratuitamente”.

Tra i servizi che fornite, spicca la possibilità di allestire una vetrina personale. Di cosa si tratta?

“Di una finestra sul mondo del lavoro e del business. Una vetrina dalla quale presentarsi a colleghi, agenzie, aziende. Un collegamento con il mondo cella creatività e della comunicazione che offre una possibilità di visibilità meritocratica e dove luogo e data di nascita non hanno più importanza. Inoltre in base alla quantità di visite che ogni vetrina riceve viene stilata un Classifica mensile delle vetrine creative, sia generale di tutti gli iscritti sia specifica per ogni categoria creativa presente sul sito. Un meccanismo fortunato e lungimirante che ha permesso alla community di raggiungere oltre 900.000 visite alle Vetrine dei Creativi”.

Tramite il vostro sito è possibile misurarsi in gare di creatività. In cosa consistono e qual è il loro obiettivo?
“Offrire ai creativi opportunità di lavoro e di confronto con opzione di guadagno. Offrire alle aziende un prodotto qualitativamente e quantitativamente impareggiabile. La procedura è semplice e completamente automatizzata: il cliente fornisce un brief che viene successivamente messo a disposizione di tutta la community nell'apposita area, decide il budget del contest (è chiaro che sia la quantità di soluzioni proposte, che la loro qualità sono direttamente proporzionali al compenso stanziato) e poi aspetta che i creativi si registrino al contest, interpretino il brief e carichino le proprie proposte in un'apposita area riservata, visibile solo allo staff di Creathead e al cliente”.

Puntate molto anche sulla formazione con una serie di workshop, incontri, veri e propri corsi. Da questo punto di vista quali sono le esigenze più sentite dai creativi della comunità?

“Per ora questo aspetto è molto marginale. Non proponiamo una nostra offerta formativa ma veicoliamo proposte che reputiamo interessanti”.

A che tipologia appartengono le realtà aziendali che ricorrono ai contenuti creativi della vostra comunità?
“Stranamente sono quasi sempre multinazionali. Forse perché sempre alla ricerca di innovazione e opportunità. La piccola e media azienda pare voler continuare a operare con un contatto più diretto con la persona, lo studio o l'agenzia di prossimità”.

A quale settore merceologico appartengono le aziende più propense a investire nella comunicazione creativa?

“Non c'è un settore in particolare. La tipologia non si è ancora delineata, anche se è evidente che chi cerca nuove idee sono prevalentemente aziende che si rivolgono al mondo consumer”.

Quali sono invece i settori che non ne hanno ancora compreso a pieno il valore?

“Più che un settore è la piccola-media azienda che non ha ancora compreso le potenzialità e i vantaggi della creatività online”.

In rapporto al continuo sviluppo di nuove tecnologie, quali sono le attuali tendenze della comunicazione creativa?
“Sicuramente tutto quanto è legato a internet, ai social network e alla comunicazione interattiva”.

La comunità è aperta anche a stampatori, incisori e serigrafi? Qual è il rapporto della comunità con questi operatori della comunicazione?
“Apriremo a breve a questo settore ma più come fruitore di servizi di Creatività che come protagonista attivo”.

Quando ci si interfaccia con uno stampatore, incisore o serigrafo, nel passaggio dall'idea alla sua concreta realizzazione, quali sono le difficoltà principali per un creativo?

“Direi la distanza tra le giovani generazioni e le tradizioni di stampa. Per i giovani quello che appare sul monitor è il verbo, quello che succede a monte e a valle è noioso”.

Attualmente, è possibile individuare delle particolari tecniche di stampa o tipologie di supporti o materiali particolarmente apprezzate dai creativi o dalle aziende?
“Credo che questo sia molto soggettivo, posso rispondere solo a titolo personale non a nome della Community”.

Anche in un mondo come quello della comunicazione creativa, quanto contano gli effetti moda?
“Tutto credo, anzi l'ambizione è quella di anticipare proprio tendenze e trend”.

Si parla sempre di più di una crescente sensibilità ambientale. È un'esigenza che coinvolge anche la comunicazione creativa? Se sì, come si esprime a livello di progetti realizzati?

“Credo che sia un ambito personale e non relativo al mondo della creatività”.
Infine, che 2010 vi aspettate?
“Di superare gli iscritti di Facebook”.

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