Decorare la memoria

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Mettere in mostra il passato con le tecniche del presente, come il Tattoowall, è la sfida della nuova grafica museale. Un esempio? L’allestimento del Castello della Marchesa Adelaide a Susa, lavori in corso per un’opera di sicuro successo

Un castello, quello della Marchesa Adelaide a Susa, che sarà museo. Un museo pensato come centro di interpretazione e narrazione della storia, scritta per il presente e aperta verso il futuro. Mentre ferve la progettazione dell’allestimento, la dimora storica si prepara alla sua nuova veste funzionale ospitando all’interno dei suoi spazi mostre temporanee che si susseguono lasciando memoria di sé.
È il caso di un’esposizione chiusasi con il 2011, di particolare interesse, la mostra SUSA: avamposto dei Savoia in Italia, ideata in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d’Italia.
Sulle pareti della galleria del piano terreno e del primo piano, nonché in molte delle sale, le grandi scenografie allestite in Tattoowall di Graphic Report restano visibili al pubblico che visita il castello. “Questa mostra – racconta l’architetto Maria Pia Dal Bianco, che sta curando lo studio dell’allestimento del museo – è stata un degno anticipo di ciò che sarà il futuro castello e può esser presa a significativo esempio dello spirito del progetto, per come ha saputo integrare, graficamente e non solo, tre livelli di lettura: il castello e la sua storia, la messa in valore delle collezioni e la narrazione del territorio tra le bellezze ambientali e culturali e le problematiche storiche e sociali di ieri e di oggi”.

In che modo si traduce creativamente la filosofia di un castello-museo?
Risponde Ada Brunazzi, dell’agenzia pubblicitaria piemontese Brunazzi&Associati, che ci aiuta a interpretare il lavoro sui segni scelti per SUSA: avamposto dei Savoia in Italia. “In questo caso la grafica – spiega – attinge alla sapienza museale ottocentesca, con percorsi chiaramente identificati, rivivendola in stile più adatto ai giorni nostri. È questa la chiave.

La segnaletica
“Indicazioni, testi, didascalie ed elementi figurativi sono stati realizzati con la tecnica del Tattoowall, in modo da avere una superficie unica senza pannelli né cartellini applicati sul muro o appoggiati agli scaffali. Grazie a questa scelta l’impianto della mostra rimane ancora oggi e potrà essere integrato nel futuro allestimento museografico. Tutti i testi illustrativi e didattici delle varie sezioni e le didascalie delle opere verranno trasferiti direttamente sui supporti di sostegno o sulle murature, evitando sgradevoli effetti francobollo e riducendo al massimo l’impatto sulle opere esposte. La tecnica utilizzata sarà in application con pretagliati o, appunto, in Tattoowall”.

Le gigantografie
“Sono state tratte da fotografie o disegni che, girati in negativo, diventano un elemento decorativo del muro e ci fanno immergere in un percorso storico coinvolgente. Infatti, le pareti dei corridoi sono grigie antracite, con i decori in bianco, in modo da far concentrare il visitatore sugli elementi storici disposti in maniera rarefatta e guidarlo nelle sale ricche di reperti conservati in preziose teche in cristallo. In particolare, è importante citare la grande Galleria del piano terreno, in cui sono state realizzate con la tecnica del Tattoowall grandi immagini relative alla storia delle origini del Castello e alla Contessa Adelaide. Fotografie, stampe, dipinti, opere d’arte sono state rielaborate graficamente fino a uno straordinario effetto affresco, ottenuto grazie ai murales digitali, realizzati proprio dall’azienda che detiene il brevetto di questa tecnica, Graphic Report”.

Quali i motivi tecnici di tale scelta museografica? Chiediamo ora all’architetto Dal Bianco.
“Lo studio Architetti e Associati (STUDIO A&A) che rappresento ha scelto il Tattowall rispetto a tecniche tradizionali perché permette rapidità di esecuzione, pulizia nell’applicazione, prodotto certificato e garantito, fedeltà di riproduzione rispetto al progetto originale, senza contare il vantaggio dei costi contenuti. Per l’applicazione non sono necessari trattamenti preliminari delle murature o dei supporti; il Tattoowall può essere utilizzato su qualunque tipo di superficie: dal legno al cartongesso, all’MDF, al cemento grezzo, al mattone. Si adatta, inoltre, ad ogni dimensione e i risultati dei test di invecchiamento consentono di garantire una durata pluriennale anche in esterno”.

Dalle tecniche più classiche a quelle più avanzate, avete pensato a qualcosa di multimediale?
“Grazie ad un’innovativa tecnologia di videoproiezione di immagini e filmati, che animerà la superficie statica di un plastico reale della Valle di Susa in scala, otterremo un Plastico Multivisuale. Si realizzeranno una serie di filmati ad alto impatto empatico che descriveranno il territorio, le sue origini, la sua morfologia, la sua evoluzione sotto innumerevoli punti di vista. La videoproiezione verrà deformata prospetticamente e creerà texture fotorealistiche direttamente sulla superficie dei volumi del plastico. La videoproiezione, di tipo panoramico e ad alta definizione, riprodurrà direttamente sul plastico immagini, dati numerici, informazioni testuali, così da raccontare in modo suggestivo i contenuti da trasmettere al pubblico. Una colonna sonora adeguatamente studiata scandirà il flusso delle immagini”.

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