Il mondo non basta

in vista –

Sarà che l’abbiamo incontrata nel fermento di Viscom 2011. Sarà che la sua carriera comprende dieci anni nel sud est asiatico. Sarà la sua particolare abilità nel lanciare start up. Ma Lisa Sallusto Country Manager di Fotolia Italia emana un’energia, una positività e una concretezza straordinarie

Una carriera sempre all’insegna della voglia di fare, di sperimentare, di mettersi in gioco. No, non è il solito refrain che si dice tanto per dire: queste cose lei le ha messe davvero in pratica. Basti pensare ai dieci anni di carriera all’estero o alle start up che ha lanciato.
Lisa Sallusto, Country Manager di Fotolia, ama le sfide e ha contribuito, con il suo lavoro, con la sua chiara visione del mercato, con la sua esperienza, all’espansione della multinazionale delle immagini in Italia.
Partiamo parlando un po’ di lei.

Ci racconta come e quando è arrivato in Fotolia?
“Era il lontano settembre del 2006… Lontano perché da allora ne sono successe di cose (3 versioni del sito, da 1 a 15 milioni di immagini, un team di 5 diventato di 80, da 0 a 220.000 utenti Fotolia in Italia) e anche perché nel mondo in cui si muove Fotolia 5 anni equivalgono a 35. La proposta lanciata da Fotolia di aprire al mercato italiano con sito e community locale arrivò al momento giusto in cui occorreva separare la mia vita personale da quella lavorativa. Da diversi anni ero impegnata con il mio partner in una attività di servizi tecnologici nel settore alberghiero, con una nostra piattaforma di distribuzione elettronica e un vasto network di hotel e resort indipendenti di cui curavo l’espansione e la gestione operativa. Un’impresa totalizzante che stava fagocitando la nostra vita privata. Fotolia è stata una tentazione a cui non ho potuto resistere, l’occasione di coniugare la mia passione per internet, per la fotografia e tutto ciò che è ‘visual’, con una nuova sfida in cui immergermi e un concetto inedito sul mercato italiano, immagini per tutti che ho condiviso sin dall’inizio”.

Le caratteristiche di un buon manager?
“Penso che un buon manager sappia interpretare i segni del suo mercato, per agire con tempismo e ottimizzare le risorse disponibili. Deve saper motivare e responsabilizzare il suo team e riuscire a coordinare le attività senza perdere di vista gli obiettivi globali. Idealmente deve saper svolgere il lavoro di ognuno dei membri del team”.

Quali sono le doti personali che si sono rivelate più utili nel suo lavoro?
“Soprattutto il buon senso, insieme a flessibilità e senso di responsabilità e a una grande determinazione. Penso sia stata anche fondamentale la decennale esperienza di lavoro in ambito internazionale, che mi ha formato al confronto con culture e modalità di relazione diverse”.

Qual è l’aspetto più entusiasmante del suo lavoro?
“Il lavoro sul pianeta Fotolia è una sfida costante in quanto il microstock come tutte le realtà innovative ad alto contenuto tecnologico è in evoluzione continua. Ciò che conta è anticipare le aspettative più che rincorrerle. Si evolvono gli strumenti e i modi della comunicazione, i rapporti di forza nel mercato, le esigenze dei clienti. È entusiasmante cimentarsi con nuovi scenari in movimento e giocare di creatività e d’ingegno per cavalcare l’onda.
Ma soprattutto trovo avvincente vedere ogni giorno le nuove proposte creative espresse dai nostri autori in risposta a un mercato molto esigente, e come queste possano influenzare nuove tendenze ancora in divenire del mondo della comunicazione.
C’è un flusso di ispirazione che va nei due sensi nella community globale Fotolia, cioè tra gli autori e i fruitori delle opere, che sono tutti a vario modo dei creativi.
Inoltre, la competizione globale porta a espandere i limiti delle tecniche di comunicazione digitale e stimola la ricerca stilistica.
In questo quadro Fotolia sta operando iniziative volte alla formazione tecnica dei suoi autori, come ad esempio la ‘Ten Collection’. È un progetto articolato dove per 10 mesi 10 famosi artisti digitali condividono il processo di lavoro di una propria immagine, offrendo in download gratuito 10 file PSD di oltre 100 livelli e completi di spiegazione”.


Secondo lei arrivare ad avere ruoli di responsabilità è più difficile per una donna?

“Se dovessi rispondere in base all’esperienza di Fotolia, direi di no, avendo circa la metà di colleghe donne in posizioni chiave nel team. Ma Fotolia è una società molto speciale, purtroppo non fa media. Penso che in generale in Italia sia un po’ più difficile rispetto ad altri Paesi dove ho lavorato. Ma posso dire anche che non è tra i più difficili”.

Stiamo attraversando ancora momenti complessi. Secondo lei quali sono le armi per combattere la crisi globale?
“Non ho ricette per risolvere la crisi. Certamente tra le priorità porrei lo sviluppo dell’infrastruttura IT. Credo che la tecnologia possa essere di grande aiuto per la semplificazione della burocrazia e dell’accesso al lavoro, per la crescita e l’interazione globale delle comunità professionali.
Internet rende possibile la collaborazione tra persone e gruppi a prescindere dalla geografia. Giovani e residenti di aree meno forti del nostro paese potrebbero inserirsi nel mercato senza dover emigrare.
Per fare un esempio, passando dal macro al micro(stock), le realtà aggregate a Fotolia, gli autori, i partner tecnologici e commerciali, e lo stesso team Fotolia, riflettono la capacità di gruppi di professionisti dislocati in angoli opposti del pianeta di produrre lavoro, di interagire creativamente con un mercato vastissimo e di contribuire alla crescita professionale di tutti tramite Internet.
Realtà efficienti come Fotolia permettono di ridurre costi, rendere accessibili a un infinito numero di aziende risorse creative prima fuori budget, ed incentivano l’abitudine alla acquisizione legale di contenuti su Internet”.


Su che cosa si gioca la concorrenza?

“Fotolia è divenuta in questi anni la banca immagini leader in Europa per contenuti Royalty Free. Tra le chiavi del successo di Fotolia c’è l’applicazione alla lettera del concetto Think global go local. L’agenzia, fondata da due imprenditori francesi Oleg Tscheltzoff e Thibaud Elziere pur essendo statunitense conserva la sua vocazione europea. Dal 2004 a oggi Fotolia ha aperto siti e aggregato community locali di artisti digitali in 15 mercati nel mondo, con contenuti ricercabili in 13 lingue diverse. Ogni zona Fotolia ha un suo team con funzioni di supporto, sviluppo e gestione locali e la propria community di fotografi, illustratori, designer e video-maker che apportano oltre ai contenuti trasversali cioè validi globalmente, anche una gran quantità di immagini che rappresentano contesti, persone, food, e cultura locali.
Tra le ragioni dietro al successo di Fotolia in Italia e nelle altre zone dove ha aperto al mercato c’è la grande attenzione ai contenuti creativi locali e alla presenza sul territorio, con supporto localizzato alla clientela e alla community di riferimento”.

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