L’oro di Roma

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È da sempre un grande conoscitore delle tecniche di stampa off-set, serigrafia, tipografia. Poi la grande intuizione che lo porta a diventare distributore di supporti per comunicazione visiva. È cominciata così la scalata al successo di Ippolito Bassani, il capace e vulcanico Titolare di Eurmoma

Amava la serigrafia con la sua lavorazione artigianale, i colori forti, una tecnica che ormai veniva esposta nei grandi musei. Ma poi è arrivata la voglia e l'esigenza di cambiare: una quotidianità che sta stretta, la voglia di rischiare e così, e dopo diverse esperienze professionali nell'ambito della pubblicità e della grafica, all'inizio degli anni 90, proprio quando erano in scena cambiamenti epocali, nuovi orizzonti si stavano aprendo mentre alcuni scenari si andavano stingendo, Ippolito Bassani sfrutta appieno le capacità che possedeva e quelle acquisite nel tempo per intraprendere una nuova avventura: diventare distributore di supporti per la comunicazione visiva.
Ecco come ci è risucito direttamente dalle sue parole.
“Ho studiato che cosa voleva il mercato e ho fondato la mia azienda dal nulla. L'ho fatto anche attraverso l'aiuto di validi fornitori che ho avuto la fortuna di incontrare mentre la nuova attività muoveva i primi passi. Gli ottimi prodotti e materiali con cui ho iniziato a lavorare, i preziosi consigli di chi aveva più esperienza, alcune mie conoscenze, hanno fatto si che la mia azienda si imponesse sul mercato come distributore di qualità e di serietà. Ho creato un vasto assortimento, con magazzino sempre ben fornito anche per l'emergenza. Verso il cliente la mia politica è sempre stata di piena disponibilità. Metto il cuore in ogni cosa che faccio e ciò ha contribuito alla nostra crescita”.

Le caratteristiche di un buon imprenditore?

“Gestisco la mia azienda con la tecnica del buon padre di famiglia senza gerarchie o paletti: tutti devono saper far tutto, tutti possono fare di tutto. I miei collaboratori devono sentirsi parte di un discorso globale, devono essere motivati e valorizzati per ottenere un buon gioco di squadra. Ci sono i doveri e le responsabilità che cerco di instillare in loro in maniera continuativa, ma ci sono anche momenti di grande condivisione e di solidarietà. Provo a far capire che lavorare bene, con passione per trovare soluzioni e accontentare il cliente, è un far bene all'azienda e quindi a loro stessi, è curare i loro interessi. Poi c'è il cliente, che non va mai trascurato da quando parte un preventivo o ordine fino all'assistenza dopo l'acquisto. Va sempre rassicurato e curato.
Un buon imprenditore deve comunque possedere anche altre caratteristiche come la lungimiranza, il guardare oltre, avere già chiara l'immagine di futuri scenari. Osare, anche se non tutti sono d'accordo. E avere una mente duttile e aperta per tutto il nuovo che può avere la meglio sulla stasi quotidiana. Il rispetto per le esperienze accumulare con la voglia di approdare in lidi sconosciuti convivono in me e il fiuto per il nuovo è sempre stato supportato da una grande determinazione”.

Gli stampatori hanno bisogno di versatilità. Come risponde Eurmoma a questa esigenza?

“Da quando è nata Eurmoma l'obiettivo è sempre stato quello di creare un supermercato di prodotti per la grafica e la pubblicità. Una sorta di centro commerciale dove il cliente possa trovare tutto ciò che gli occorre. Il mercato attuale richiede novità e velocità e gli operatori spesso sono disorientati e hanno bisogno di diversificare e trovare proposte originali, ambiti nuovi. L'avere a disposizione un grande magazzino con pronta consegna di prodotti diversi e vari accompagnato da personale ben preparato che consiglia e propone, può fare la differenza. Si lavora sempre più spesso sull'evento all'ultima ora e la pubblicità è per oggi. È necessario non rimanere indietro e non lasciare il cliente senza supporto o consigli.
In quest'ottica di megastore abbiamo aperto una sede a Ciampino a ridosso del grande raccordo anulare, vicino ai corrieri nazionali e, all'interno dello stabilimento c'è un grande showroom per l'esposizione dei prodotti e un grande magazzino per la consegna delle merci. Inoltre c'è un magazzino di stoccaggio alla Romanina e uno stabilimento di lavorazione e produzione a Vermicino - Roma”.

Eurmoma è partner di 3M Architectural Markets per l'interior decoration, ci traccia un quadro di questo settore? E una previsione?

“Mi piace molto parlare di questa avventura iniziata quasi per gioco, una scommessa vissuta insieme alla 3M. Noi abbiamo creduto a questa scommessa e siamo stati i primi a portare avanti quello che ormai, per i nostri clienti, è diventato il famoso slogan Cambiare lavoro senza cambiare mestiere. Abbiamo puntato sui pattern delle famiglie Di Noc e Fasara e su quello che inizialmente veniva chiamato interior decoration e che poi si è pian piano trasformato in una vera e propria filosofia: quella dell'interior design. I target di riferimento si sono ampliati e ci rivolgiamo sempre più spesso a categorie diverse: dagli architetti, agli studi di progettazione, alle stesse imprese di riqualificazione. In periodo di grande difficoltà economica come quello che stiamo vivendo credo possa essere una grande opportunità da cogliere per gli attori del nostro settore e credo che il mercato sia più che pronto”.
Stiamo attraversando anni difficili, si parla persino di recessione.

Secondo lei quali sono le armi per combattere la crisi?
“Il discorso è complesso, magari avessi la ricetta! Ma per rimanere nel nostro ambito posso dire che a livello tecnologico è stato dato tanto e quindi, indipendentemente da ciò che le nuove tecnologie ci proporranno in futuro, essendo comunque alla portata di molti, non penso che esse faranno la differenza. L'attenersi al quotidiano non basta più, bisogna fare un passo oltre il necessario, scrollandoci di dosso questa incapacità di reperire idee nuove e feconde per canalizzarle in una energia innovativa.
Forse continuare con la creatività, la fantasia sia per quanto riguarda il cercare nuovi sbocchi e mercati sia per impreziosire e migliorare quello che già abbiamo, rendere diverso anche il solito volantino abbandonando la routine e le solite idee che fungono più da strumenti di sicurezza per noi stessi che da spunti di innovazione. L'opacità culturale e mentale in cui ristagniamo, noi e la nostra attività mette in pericolo il mercato che ci interessa”.

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