Mescoliamoci

Innovazione –

Invece di lasciarsi trascinare dalla foga di fare tutto, l’artigiano della comunicazione visiva deve andare alla ricerca di se stesso e della sua professionalità per combinare e mettere a frutto le proprie potenzialità, concentrandosi su ciò che sa fare e puntando su condivisione e innovazione

Rinnovarsi è l'imperativo di chi è intenzionato ad affrontare circostanze sfavorevoli senza lasciarsi trascinare da un pessimismo diffuso. Per il rinnovamento, la buona volontà però non basta, servono anche possibilità di investire in nuovi strumenti e la capacità di individuare quelli in grado di assecondare le proprie potenzialità. Soprattutto, serve l'abilità di tracciare la via migliore per liberare con successo la creatività tipica di un operatore della comunicazione visiva.
Questa filosofia è diventata da qualche tempo uno dei punti fermi della strategia attraverso la quale Roland non si limita a vendere macchinari e formare i clienti su come utilizzarli, ma si spinge verso veri e propri corsi mirati a far emergere da ciascun operatore le potenzialità grazie anche a un gran lavoro di gruppo e individuare così spazi inediti nel mercato.

Vero e proprio simbolo di questa attività è Giovanni Re, Community Manager dell'azienda, il cui messaggio sintetizzato come Old+old=new è stato proposto in tutto il 2013 nella stagione di incontri in tutta Italia e si è rivelato in grado di raggiungere risoltati sorprendenti anche per un personaggio per natura ottimista e vulcanica come lui.

Signor Re, da dove nasce l'idea di Old+old=new?

“Dall'osservazione di quello che accade tutti i giorni intorno a noi, anche nel nostro settore, che rischia di farci cadere nell'anonimato per la smania di voler fare di tutto. Se per esempio andiamo a fare una ricerca sul web e inseriamo 'Azienda giovane e dinamica a 360°', arriva un milione di risultati. Rischiamo di fare la fine di una rana che messa in una pentola di acqua fredda e dove si aumenta la temperatura gradualmente, resta lì a farsi bollire. Noi invece, vogliamo essere l'estintore, quello che ti aiuta a saltare fuori, guardarsi intorno e capire cosa accade intorno”.

Come si può avvicinare questa riflessione al mondo viscom per produrre una svolta?

“Probabilmente fatichiamo a rendercene conto, ma ci troviamo tutti i giorni in una situazione del genere. Ogni volta che camminiamo per strada possiamo individuare quegli elementi che legati tra loro in modo anche casuale sono in grado di creare nuove connessioni. D'altra parte, il concetto di creatività stessa è la combinazione di elementi già noti e utilizzati. Non bisogna cimentarsi in qualcosa che non ci appartiene a livello di conoscenze e abilità, perché si sarà comunque qualcuno in grado di farlo meglio. Dobbiamo concentraci su ciò dove siamo capaci”.

Dove troviamo un esempio pratico di questo ragionamento?

“Il mondo della telefonia mobile. Per anni, il settore è stato dominato dagli stessi nomi impegnati soprattutto a fare il copia e incolla dei modelli altrui. Il telefono è diventato in pratica una commodity, fino al momento in cui sono apparsi due operatori in precedenza fuori dal mercato, Apple e Samsung, sbaragliando tutti, perché hanno cambiato il paradigma. Protagonisti sono diventati i sistemi operativi, ora tutto ruota intorno alle app, quello che permette di fare cose nuove, mentre le tecnologie sottostanti sono ormai alla portata di tutti”.

Nello specifico della stampa digitale, come si traduce?

“Se guardiamo al mondo degli artigiani, spesso presentano un catalogo di lavori che assomiglia al menu di una prima comunione: di tutto e di più. Una lista che spazia dalla progettazione grafica, al logo e agli eventi. Sbagliano a non focalizzarsi su un ambito specifico e, peggio ancora, magari si lasciano trasportare, come succede a chi si mette a stampare magliette senza averlo mai fatto prima e si trova così in competizione con esperienza e potenzialità della serigrafia”.

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