Nel cuore dell’incisione

In vista –

È un artigiano di quelli veri, che ha iniziato sporcandosi le mani facendo tanta gavetta. Ma quella scuola è rimasta nel cuore di Roberto Falagiani, Titolare di Fan-cor, e ha gettato le basi di una professionalità solida che ancora oggi ha molto da dire e da insegnare

Roberto Falagiani è orgoglioso della sua professionalità conquistata sul campo anno dopo anno, lavoro dopo lavoro. Un artigiano fiero di esserlo oggi e anche domani, pur in un settore che ha sofferto molto la crisi. Sentiamo dalle sue stesse parole come si vede e come vede il settore nel presente e nel futuro.

Signor Falagiani, partiamo parlando un po' di lei. Ci parla della sua formazione e di come è nata Fan-cor?

“Fan-cor nasce nel 1959 da un vecchio ceppo di incisori fiorentini che avevano la loro sede accanto a Palazzo Vecchio. In quel tempo si staccarono alcuni gruppi tra i quali anche quelli che poi daranno vita al nome che esiste ancora oggi FAN da Fantappiè Paolo e COR da Cortini Carlo. Nel 1976 rispondendo a un annuncio su un quotidiano venni assunto per imparare quest'arte che a quei tempi era veramente di artigianato puro. Negli anni '80 entrai in azienda e così ha inizio la mia lunga strada nel mondo dell'incisione. Sicuramente in questi anni la preziosa collaborazione di mia moglie Antonella e, successivamente, dei miei figli Elenia e Manuel sono state uno forte spinta motivazionale. La loro iniziativa ci ha fatto e ci farà sicuramente crescere anche in futuro”.

Il momento più bello e quello più brutto della sua carriera?

“Gli anni dal '90 al 2005 sono stati anni bellissimi. Anni in cui mi sono inserito in un mondo fino a quel momento molto statico e che ha accolto me, le mie idee e le mie proposte in maniera molto positiva, l'avvento dei materiali alternativi, forme e finiture diverse da quello che erano gli standard, hanno fatto sì che la mia azienda arrivasse in pochi anni ai vertici europei togliendoci delle belle soddisfazioni dal punto di vista professionale.
Gli anni in cui su questa stessa rivista si sono lette le mie grandi battaglie con Lucia Germinario, una delle poche persone che ho conosciuto che si poteva definire una vera professionista nel settore dell'incisione.
Il momento più brutto è sicuramente quello che stiamo attraversando ma non voglio neppure parlarne perché i problemi li conosciamo bene e perché soprattutto spero vivamente che stia per finire e quindi mi piace pensarlo come passato”.

Caratteristiche di un buon imprenditore? Cosa non deve mai fare?

“Un buon imprenditore deve prima di tutto essere preparato a 360 gradi. Deve essere sempre essere in grado di avere la risposta giusta a qualsiasi domanda inerente al proprio settore. Dico questo perché ora più che mai l'improvvisazione non può esistere, l'assistenza che devi dare a un cliente oggi deve essere una delle cose primarie per un'azienda anche quando il cliente ti chiama semplicemente per avere un consiglio disinteressato”.

Concludiamo con una panoramica del mercato in questo difficile 2013?

“Il mercato dell'incisoria ha passato degli anni gli ultimi 4/5 veramente traumatici molti negozi e laboratori che non si erano diversificati sono stati costretti a chiudere. Sono convinto che l'incisione sia uno di quei settori che non morirà mai, ci sono lavorazioni in cui l'incisione non può essere sostituita. Se dovessi consigliare un giovane gli suggerirei di credere ancora in questo settore magari affidandosi a professionisti veri per imparare.
Il mercato in questo momento richiede la qualità ancora più che in passato, è diventato un elemento imprescindibile. Acquisire un cliente concentrandosi solo sulla leva del prezzo non è mai stata una politica che a lungo andare ha dato buoni frutti, l'attenzione e la cura per i particolari della mia azienda è sicuramente la regola principale che tutti i miei collaboratori ben conoscono e sulla quale sanno non possono mai transigere”.

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