Rivoluzione industriale

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Alte prestazioni, qualità di stampa, affidabilità e grande flessibilità. Ecco i punti di forza del digitale, inutile dirlo, molto apprezzati anche nell’ambito dell’industria

Se poi si aggiunge la personalizzazione e la possibilità di stampa su diversi materiali (dal legno al vetro alla ceramica al tessuto, solo per dirne alcuni) e formati, con un'attenzione particolare all'aspetto green il gioco è davvero fatto.
È il tema del momento e noi abbiamo chiesto di fare il punto della situazione ad Ana De Cospedal Ballesteros
HP Sign&Display market development Manager - South Europe.

Fino a che punto il digitale si può spingere nell'industria, un ambito che ragiona su grandi numeri, mentre quando si parla di digitale si parla di commesse, volumi limitati, flessibilità?
“Come detto, il digitale rappresenta una frontiera in fase di grande espansione nell'ambito industriale. Oggi i fornitori di stampa devono rispondere a un mercato che privilegia, sempre più spesso, la qualità e la modularità delle produzioni ai grandi numeri. Poi non dimentichiamo il sostanziale supporto che le macchine da stampa digitale offrono, ad esempio, nell'ambito degli studi di progettazione edile ed architettonica, dove sono proprio la versatilità e la resa qualitativa delle stampe ad essere in primo piano. Se non si parla strettamente di settore industriale, occorre considerare come, in una filiera produttiva anche di grande scala come quella delle costruzioni, la possibilità di poter contare su chiarezza e precisione dei prodotti di stampa può certamente fare la differenza. Le serie Scitex e Latex per questo consentono una agilità d'utilizzo mai raggiunta in precedenza”.

Laddove è entrato se e come ha cambiato il modo di produrre, lavorare, segmentare l'offerta?
"Agilità, possibilità di stampa su supporti e superfici molto eterogenee senza derogare alla qualità hanno fatto della stampa digitale un asset irrinunciabile per molti presidi professionali e industriali. La rapidità d'azione della stampa digitale ha reso i processi di produzione molto più rapidi. Inoltre, la varietà di pacchetti di inchiostri e gli effetti che si possono ottenere permettono di evitare molte fasi intermedie di produzione di stampa potendo raggiungere in un tempo molto più breve risultati immediatamente trasferibili sul mercato. Pensiamo, ad esempio, all'ambito del decoro e dell'arredamento di interni, dove la versatilità dei prodotti stampati, anche in grandi formati, e l'opportunità di modificare in tempo reale i prodotti e le finiture consentono un utilizzo degli stessi praticamente immediato”.

In quali ambiti l'industria è maggiormente interessata al digitale?
“Abbiamo già parlato dell'interior design, e collaborazioni come quella con il grande designer Karim Rashid per la realizzazione di alcune ristrutturazioni importanti, come il Nhow bar di Milano, ne sono un esempio di successo. Ma poi l'architettura o tutto il settore del labelling e del Sign & Display per la grande distribuzione rappresentano sicuramente un settore dalle grandi potenzialità dove la tecnologia delle macchine da stampa Latex può fornire un grande supporto. Senza comunque trascurare settori maggiormente tradizionali, come l'editoria, con prodotti sempre più innovativi, soprattutto per quanto riguarda la produzione aziendale”.

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