Una ricerca da sogno

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Le sue radici sono nell’operosità. Poi sa anche stupire, come quando definisce la sua azienda sognatrice. E scopri come si può essere allo stesso tempo seri e sognatori, concreti e fiduciosi. Come Matteo Redaelli AD di Logics, distributore dei plotter Zund per il mercato italiano del packaging

Ha iniziato a lavorare nel 1986 in una società che operava nel settore della fornitura di prodotti per l'industria del packaging in cartone. Dopo due mesi era già a Drupa con il ruolo di dimostratore software.
Così con una full immersion di 15 giorni molto intensa e degna di questo nome ha mosso i primi passi, Matteo Redaelli, oggi Amministratore Delegato e Responsabile R&D di Logics, distributore ufficiale dei plotter da taglio Zund per il mercato italiano del packaging.
“Tenete conto che i nostri software allora costavano 'solo' 30 milioni di lire - ci spiega - Da aggiungere all'hardware che costava altrettanto. Purtroppo con la crisi dell'inizio degli anni '90, l'azienda ha avuto grandi difficoltà fino a chiudere definitivamente. Insieme al mio attuale socio, Marco Visani, nel dicembre 1993 abbiamo fondato Logics”.

Che cosa l'aveva colpita all'inizio del mercato? E che cosa la colpisce oggi?
“Ho imparato a conoscere questo mercato con l'esperienza sul campo. Oggi, dopo tanti anni di attività in questo settore, sono positivamente impressionato dalla dedizione e dalla perseveranza di molti imprenditori e operatori a cui piace fare le cose bene al di là del puro aspetto economico”.

Qual è l'aspetto più entusiasmante del suo lavoro oggi?
“La possibilità di incontrare persone, costruire con loro dei progetti e vederli poi realizzarsi”.

Che cosa le piace della sua azienda e che cosa vorrebbe migliorare?
“Mi piace il clima di collaborazione che si respira, l'orientamento alla concretezza e alla finalizzazione dei progetti. Aspetti, questi ultimi, che miriamo a potenziare ulteriormente con l'impegno quotidiano”.

Oggi tutti parlano di eco sostenibilità. È una moda o vede che in concreto si stanno facendo passi in tal senso?
“Operando nel mercato del packaging in cartone abbiamo sviluppato una certa sensibilità verso il tema. La nostra scelta di collaborare con il Politecnico di Milano ha proprio l'obiettivo di portare innovazione nel settore anche dal punto di vista dell'ecosostenibilità e del riciclo dei materiali. Per me la strada della sostenibilità è l'unica percorribile. Devo però ammettere che il mercato, così come anche i singoli, non ne hanno ancora compreso appieno l'importanza. Per ora il green è ancora soprattutto una questione di moda”.

Quali sono le tendenze del mercato della comunicazione visiva oggi?
“Si comincia a capire che non basta avere velocità e potenza. Qualità e conoscenza diventano sempre più fattori discriminanti in un mercato altamente competitivo”.

Quali sono i problemi maggiori che le aziende del settore incontrano?

“L'incertezza generata dall'attuale congiuntura economica, che al tempo stesso può rappresentare una sfida entusiasmante se si è capaci di cogliere le opportunità”.

Se potesse che cosa cambierebbe di questo mercato?
“La scarsa attenzione alla progettazione e in generale a tutto quello che non è immediatamente remunerativo. La ricerca della qualità con fantasia è sicuramente un plus tutto italiano, ma non è attivabile come l'interruttore di una lampadina. Al contrario richiede risorse, specializzazione e tempo”.

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